domenica 30 dicembre 2018

I buoni recuperi (aspettando l'anno nuovo)

Puntuale come la benedizione urbi et orbi del papa dal balcone di piazza San Pietro o come il discorso del presidente della Repubblica la sera del 31 a reti unificate (ma lo fanno ancora a reti unificate?), ecco il postone che prova a recuperare tutto quello che, a mio giudizio, di bello, di buono e, soprattutto, di EMOZIONANTE ha portato questo anno che stiamo per salutare.
A 'sto giro, per farlo, mi sono aiutata con la visualizzazione a griglia dei miei post del 2018 su facebook... ne è venuta fuori una roba INFINITA... che dire... è stato un anno ricco, certamente non di soldi, visto il taglio agli stipendi già ridicoli del lavoro con cui campo, ma di curiosità e cose interessanti che vi invito a scoprire o riscoprire, mese per mese, con me.
Nel 2017 avevo chiuso il post di fine anno scrivendo: "Nell'ultimo post dell'anno passato mi auguravo di cambiar casa, di averne una tutta mia. Questo sogno non si è avverato, purtroppo sta nei fallimenti del 2017 ma statene certi, io non mi arrendo".
Ecco, volevo solo dire che non mi sono arresa. Ci vediamo al prossimo anno... e al prossimo obiettivo, ché qua la posta si è alzata e, a confronto, l'obiettivo 2017-2018 era facile.



GENNAIO:
  • Pescara e Capossela: mentre iniziavo l'anno che sta andando via col concerto di Vinicio Capossela in piazza a Pescara, non sapevo che, a 365 giorni di distanza, mi avrebbe ricambiato la cortesia e sarebbe venuto a suonare a Roma. Nel 2019 uscirà il disco nuovo, "Ballate per uomini e bestie", e sarà quella l'occasione, per me, per tornare a sentirlo. Quanto a Pescara, se vi capita, fateci un giro: grazie anche all'opera di un assessore alla cultura molto capace, ha davvero preso una bella piega... e poi le città di mare hanno sempre un fascino speciale!
  • Napoli e la mostra "Genesi" di Salgado: vedi Napoli e poi non so se muori ma sicuramente ti torna una voglia dannata di tornarci (e infatti, per me, è il primo viaggio già programmato nel 2019, in occasione della mostra su Robert Mapplethorpe al Madre). Quanto a Salgado, ci sono arrivata tardi, a conoscere le sue foto e la sua storia, grazie allo splendido "Il sale della terra" di Wim Wenders, e me ne sono perdutamente innamorata.
  • La morte di Dolores O' Riordan. Per noi ragazze degli anni '90 è stata un mito e una fonte d'ispirazione. "Zombie", "Just my immagination", "Ode to my family"... arrivederci, voce d'Irlanda...

  • Bologna e la Ono Art Gallery: Bologna è la città dove vorrei vivere se dovessi lasciare Roma e la Ono Art Gallery è il posto dove pianterei le tende. Un po' galleria d'arte (con mostre tutte interessantissime e rigorosamente gratuite), un po' negozio "alternative", un po' punto d'incontro, se passate per Bologna è consigliatissimo controllare giorni e orari di apertura e farci un salto

FEBBRAIO:
  • "Coco" della Pixar: visto in un cinema d'essai e quindi in ritardo rispetto all'uscita, è un film splendido e molto commovente. La vita non finisce con la morte finché qualcuno si ricorda di chi è passato "dall'altra parte"... i messicani lo sanno da sempre! Que Viva Mexico!



  • Ossigeno su Rai3: altro che X-Factor, è con questo programma musicale che Agnelli ha creato DAVVERO qualcosa di bello! Speriamo in una seconda edizione con l'anno nuovo, programmi così davvero sono ossigeno per cuore e cervello.
  • "The ring of fire", il film su Johnny Cash: non lo avevo mai visto, l'ho recuperato una sera di febbraio in tv. Davvero un bel biopic, se non lo avete ancora visto, fatelo, ne vale assolutamente la pena!

MARZO:
  • La mostra su Frida Kahlo al Mudec: Frida Frida fortissimamente Frida. Niente da dire: Milano, nell'organizzazione e nella fruibilità delle mostre, dà una pista a tutta Italia.

  • Annuncio della mostra di Marina Abramovic a Palazzo Strozzi: esiste ancora qualcuno che legge questo blog e non sa quanto adori Marina Abramovic? A questa mostra tornerò due volte, in settembre e in dicembre, ed in entrambe le occasioni vivrò emozioni diverse e intensissime di fronte a quell'arte sospesa tra genialità e follia.

  • Their mortal remains, mostra sulla storia dei Pink Floyd al Macro di via Nizza. Peccato l'abbiano chiusa in anticipo. Incantevole, organizzata dallo stesso gruppo di creativi che aveva curato quella su David Bowie al Mambo di Bologna nel 2016.
  • Compro su una bancarella il libro "Dalla parte delle bambine" di Elena Gianini Belotti, di cui mi ha parlato un'amica che stimo tantissimo per il lavoro che da anni fa con le donne (lavora come psicologa presso la rete dei centri antiviolenza di Roma). E' uno di quei libri che ti cambiano la visione delle cose: ha più di quarant'anni e sembra scritto oggi. Penso di averlo consigliato a tutti, specie alle amiche che hanno figlie e figli piccoli.



APRILE:
  • Carmen Consoli e Francesco Motta: escono i dischi di entrambi. Per Carmen è una riproposizione, con due begli inediti, ma quello di Francesco per me è IL disco del 2018 (me l'ha detto pure Spotify).
  • "Distant Sky" al cinema. Innamorata pazza di Nick Cave e del suo carisma da quando l'ho visto dal vivo nel novembre 2017 a Padova, vado al cinema a vedere le riprese del suo concerto di Copenhagen, da sola la sera della vigilia del mio compleanno, subito dopo l'ultimo scambio di messaggi con una tristissima persona - di quelle che "ah ma tu sei fantastica, non ce ne sono come te", salvo poi sparire da un giorno all'altro senza spiegazioni - che da allora non sentirò mai più. Inutile dire che sto per tutto il tempo col cuore che mi palleggia in mano e, alla doppietta "Into my arms"- "Girl in amber", piango come una disperata e buon compleanno a me.

  • Il museo della follia: da Goya a Maradona a Napoli. Di Napoli e di quanto mi piaccia ho già parlato: la mostra che ha ospitato è stata davvero meritevole di una visita, chissà se verrà riproposta in altri luoghi d'Italia. E' stata curata - molto bene - da Vittorio Sgarbi: facciamogli fare questo E BASTA, per il bene di tutti.
  • BERLINO: mamma mia, Berlino!!! Le ho dedicato un post ad hoc. Mi ha conquistata, non fatico a credere al fascino - non solo tossico - che, nel tempo, ha esercitato su gente come David Bowie, Iggy Pop. Lou Reed, Nick Cave, i Depeche Mode. Spero di tornarci presto con nuovi itinerari. Stavolta mi piacerebbe prendere una bicicletta.



MAGGIO:
  • Si conclude col secondo volume, "Macerie Prime: sei mesi dopo", la saga di "Macerie Prime", malinconica graphic novel di Zerocalcare. "NON SI SCAPPA DALLE COSE FEROCI" rimane una delle citazioni più belle e più VERE, per me, del 2018.

  • "Lessico Famigliare" di Massimo Recalcati su Rai3: dopo "Ossigeno" dell'Agnellone, un'altra bella trasmissione, sempre su Rai 3, questa volta, però, ad argomento "psicologia sistemico-familiare". Detta così, forse può sembrare una palla allucinante ma io - sarà l'effetto del ricordo dei miei studi ormai sepolti di polvere che ogni tanto mi piace ripulire - l'ho trovata molto interessante e "concreta" nelle sue riflessioni mai banali
  • Giovanardi e "La mia generazione" all'Auditorium: bellissimo concerto per un bellissimo album uscito l'anno scorso. Giovanardi l'ho poi rivisto a 'Na Cosetta Estiva ed è riuscito, anche a pochi mesi di distanza, a creare due spettacoli diversi, credibilissimo nel raccontare in musica una grande stagione senza effetto "vecchia gloria" alla Paolo Limiti.



GIUGNO:
  • Tara Westover: sono andata a sentirla leggere un suo pezzo al Festival delle Letterature a Massenzio. E' autrice di un libro, "L'educazione", in cui racconta la sua infanzia e prima giovinezza in una famiglia di ultrà mormoni. Come ne sia uscita, è un miracolo, che mi ripropongo di approfondire l'anno prossimo leggendo il libro uscito in questo 2018.
  • Fantastic Negrito: che miracolo di uomo... e che concerto!!! Il suo "Please, don't be dead" è citato, meritatamente, in tantissime classifiche dei migliori dischi usciti quest'anno ma è dal vivo, secondo me, che viene fuori la forza di questo cinquantenne vispo come un gatto alla sua terza vita.

  • Milano: I-Days, quattro giorni INDIMENTICABILI, in un festival che, in ordine sparso, ha ospitato Pearl Jam, Placebo, Offspring, Queens of the Stone Age, Richard Ashcroft, Noel e Liam Gallagher. Facevo orari impossibili ogni sera per scrivere sul blog dopo essere tornata da ciascuna giornata e ogni mattina mi svegliavo col sorriso perché ero esattamente dove sognavo di essere, facendo quello che amo di più (qualcuno, in quei giorni, mi ha scritto: "La mattina aspetto di vedere cosa hai scritto durante la notte"... troppo bello!!!!!!!!!!) Mi è venuta in mente quella canzone, "The nights", del dj svedese Avicii - che andai a sentire allo Sziget a Budapest nel 2015 e che tra l'altro, pòraccio, è morto proprio quest'anno giovanissimo - che mi piace tanto e che dice: "He says one day you'll leave this world behind so live a life you will remember".


LUGLIO:
  • Il Muro del Canto a Villa Ada: io ancora non lo sapevo, secondo me non lo sapevano manco loro, ma era l'ultima volta che li avremmo visti in formazione originale. 
  • Al Pistoia Blues Festival per Mark Lanegan e al Lucca Summer per Nick Cave: giorni indimenticabili, giorni in cui ho fatto tutto da sola (organizzare, prenotare, girare le città, andare ai concerti). Due artisti memorabili per tre giornate che non dimenticherò e che, lo so, sono l'inizio di qualcosa di bello (Lucca stupenda, ritagliatevi un weekend per andarci perché credo sia una delle più deliziose città che io abbia mai visitato).


  • "Kitchen Confidential" di Anthony Bourdain: Doris, una persona speciale della mia vita, mi ha detto, quando le ho comunicato che stavo viaggiando completamente da sola per la prima volta in vita mia: "Ti sei portata un buon libro? Con un buon libro in borsa non sei MAI sola". Il mio buon libro per i giorni in Toscana è stato questo e ha funzionato, Riposa in pace, Anthony... è incredibile pensare a quanta sofferenza possa nascondersi anche dietro le persone più vitali.



AGOSTO:
  • Da autentica folle, inizio trasloco e trasferimento nel mese più caldo, triste e solitario in cui stare a Roma (tra l'altro, lavoro pure), quindi tutte le mie energie sono assorbite da quello Leggo libri come se non ci fosse un domani, la sera, perché per un mese non ho né internet né televisione. Esce il video di "Ciao Cuore" di Riccardo Sinigallia ed è l'unica cosa artistica meritevole che mi ricordo di questo mese.


SETTEMBRE:

  • Ginevra Di Marco @ 'Na Cosetta estiva: che bello, questo spazio sulla Prenestina nel suo allestimento estivo, e che bella (e bravissima) la Di Marco. Se passa dalle vostre parti, non ve la perdete, ha classe ed energia e non è facile coniugare queste caratteristiche nella stessa persona!
  • Cristina Dona' a Teramo, "Canzoni in controluce": sono tornata a viaggiare da sola, questa volta a Teramo, dove Cristina Donà e Saverio Lanza si esibiscono nella cornice meravigliosa del chiostro della Madonna delle Grazie. La serata ha un'energia incredibile, a partire dal temporale che mi accoglie e che si ferma appena in tempo per permettere alla serata, nata per raccogliere fondi per un'associazione benefica nata nel nome di due ragazze morte durante il terremoto de L'Aquila, di svolgersi nel migliore dei modi. Il duetto con Filippo, il figlio di Ivan Graziani, sulle note di "Agnese dolce Agnese", intorno alla mezzanotte, mentre la mia amata nipotina lontana, Marta - a cui dedicai questa canzone mentre aspettavamo che nascesse - entra nel suo quinto compleanno, resta uno dei momenti per me più intensi ed emozionanti dell'anno.

  • Anna Calvi @ Terme di Diocleziano. Ha imparato la lezione del suo maestro Nick Cave, la bella Anna, e regala uno show che, se non arriva a superare il mentore, sicuramente fa capire che siamo di fronte ad un'artista che non teme il suo pubblico. Location spettacolare e per di più tutto gratis, a prenotazione: questa è la Roma bella e ricca di cultura che mi piace.

  • Elisa e Francesco De Gregori, "Quelli che restano". Elisa farà anche la "coach" ad Amici della De Filippi ma è stata capace di dare vita ad una canzone poetica e dolce che davvero sembra scritta dall'altra metà di questo strano duo. "Avevo capito le regole del gioco e ne volevo un altro, uno da prendere più seriamente" è una frase che, in questo settembre, mi tatuerei, visto che ancora si fa vivo DOPO ANNI qualcuno che non ha capito che il giocattolo si è rotto, da un pezzo, e che l'ha rotto proprio lui.



OTTOBRE:

  • Il Muro del Canto, "L'amore mio non more": quarto disco del Muro del Canto, mi piace moltissimo, dalle canzoni ai recitati alla grafica. Mi dico: "Ah queste chitarre, queste atmosfere combat... qua lo sento: c'è lo zampino del chitarrista Giancane, sai che fomento sentire dal vivo 'sto disco suonato da lui!". Ecco, non ci avevo capito una mazza perché lui, pochi giorni dopo l'uscita del disco, dopo che è comparso in TUTTE le foto promozionali, dopo che noi fan stiamo tutti aspettando l'annuncio della data a Roma, con un messaggio su facebook comunica che ha lasciato il gruppo. Grande dispiacere, loro sei insieme sul palco a sorridersi e a scherzare mentre suonavano erano una delle immagini più belle che la musica dal vivo mi ha regalato in questi ultimi anni (del resto, avevo avuto la stessa sensazione coi Timoria e poi si sono sciolti pure loro... va a ssapè...)

  • RADIO ELETTRICA. Radio online - quindi ha il solo, piccolo difetto che non la puoi sentire accendendo semplicemente la radio ma devi avere per forza sottomano pc o smartphone - che nasce a ottobre racchiudendo in sé una grandissima parte dei MIGLIORI fra i dj che fecero grande Radio Rock a Roma negli anni '90. Non ha pubblicità, si nutre, per ora, solo d'amore per la musica. Stra-stra-stra consigliata, a dosi massicce a tutte le ore.

NOVEMBRE:
  • "Lucky": film visto al Detour, cinema d'essai che regala spesso qualche chicca ai suoi frequentatori, è la storia di un anziano raccontata come non avevo mai visto fare. Valore aggiunto: nella colonna sonora c'è Johnny Cash.
  • Milano Music Week: per una settimana, la città di Milano si colora di musica, spesso gratuita e di qualità. Il programma di quest'anno mi ha convinto meno del passato ma sono riuscita comunque a beccare due belle occasioni: Andy dei Bluvertigo che ripropone con bravura e rispetto il repertorio di Bowie, creando uno show gradevolissimo e per niente scontato al Mare Culturale Urbano, un posto di Milano che vi consiglio di visitare, e Riccardo Sinigallia che, alla Santeria Paladini, un altro bel posto, si fa intervistare e suona in acustico al piano. Non avevo mai sentito "Niente mi fa come mi fai tu" e sono brividi veri. E' dedicata a una donna ma io, per tutto il tempo in cui ha suonato, ho avuto in mente che fosse dedicata alla musica.
  • Banksy, A Visual Protest al Mudec. Che a Milano sanno organizzare alla grande le mostre l'ho già detto. Pensavo di sapere tutto di Banksy ma mi sbagliavo. La prossima volta, però, rotta per Bristol, a cercare i suoi primi lavori, o per Londra, la città che ne contiene di più, perché la street art la devi vedere, appunto, per strada.

  • Vasco Brondi e Francesco Motta all'Auditorium a distanza di pochi giorni l'uno dall'altro. Gli unici cantautori di una generazione che non è la mia che riescono a farmi VERAMENTE emozionare coi loro pezzi. Vasco è 'nu piezz' e core ma Motta dal vivo, se è in vena, è imperdibile e all'Auditorium lo è stato.
  • "L'amica geniale" su Rai1: non ho letto i libri di Elena Ferrante da cui Saverio Costanzo ha tratto questa serie ma, se la vicenda scritta dovesse - come spesso accade - essere ancora più bella e avvincente di quella narrata per immagini, allora davvero siamo di fronte ad un capolavoro. Erano anni che non mi appassionavo così ad una storia a puntate.


DICEMBRE:
  • 25 anni di Bandabardò a Firenze: la musica della Bandabardò è bella "come togliersi le scarpe in un giorno di gran sole", per citare loro. E' bella come l'amicizia che resiste al tempo, con quelle persone che puoi non sentire per mesi ma che sai che per te, quando è il momento, CI SONO. E' bella come i ricordi che ci ha lasciato chi ha fatto parte di una stagione della nostra vita che non tornerà più ma che, almeno per il tempo di un concerto, pulsa ancora fortissima.

  • "Anna" di Niccolò Ammaniti e "Io sono Maria Callas" di Vanna Vinci. Questi due libri non hanno nulla in comune (il primo è del 2015 ed è un romanzo, il secondo è uscito da pochi giorni ed è una biografia a fumetti) se non il fatto che ho letto entrambi in pochissimi giorni nel periodo di Natale, trovandoli tutti e due avvincenti nella loro malinconia, espressa con le parole o con le tavole. Per quelli - riprendendo la citazione di Zerocalcare che avevo riportato a maggio - che non hanno paura delle cose feroci.

giovedì 15 novembre 2018

"... e brillano le insegne che hanno perso delle lettere" (aspettando il 23 novembre all'Auditorium)

E' difficile spiegare perché mi piace così tanto, da sempre - da quando lui aveva poco più di vent'anni ed io poco più di trenta - Vasco Brondi, che ancora per un po' si chiamerà LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA e poi diventerà qualcos'altro, forse semplicemente se stesso senza nessuna maschera.
Lui è uno che - come ha scritto Giorgio Canali che gli produsse il primo disco, "Canzoni da spiaggia deturpata", quello con la copertina bellissima disegnata da Gipi - "se ti piace, ti piace con le sue imperfezioni che sono di natura: scrive da dio, canta di merda, suona ancora peggio però è Vasco​".



Per lui sono andata al mio primo concerto completamente da sola, nel 2008 al Circolo degli Artisti, provando quel senso di "immenso smarrimento, immensa libertà", per dirla con le sue parole, che poi avrei riassaporato tante altre volte ma che allora ancora non conoscevo perché ne avevo paura.
Per la sua reinterpretazione di "Oceano di gomma" degli Afterhours, arrivata a tradimento - mentre non me l'aspettavo assolutamente anche se sapevo del suo amore per il gruppo dell'Agnellone nazionale - la prima volta che ha suonato all'Auditorium Parco della Musica, nel novembre del 2010, mentre io ero impelagata in uno degli innamoramenti non corrisposti più desolanti della mia vita, ho pianto senza ritegno seduta in mezzo a sconosciuti, mentre lui cantava "Tu per me sei vero anche se sei solo pensiero"ed io ero conscia del fatto che sentirsi vivi è ANCHE questo (per fortuna, NON SOLO).



Me lo ricordo giovanissimo e un po' cicciottello, nel 2009, arrivare con uno zainetto tipo scuola al Palazzo delle Esposizioni, per leggere Pier Vittorio Tondelli e suonare urlando le sue primissime canzoni come "Piromani", lasciandomi senza parole. Aveva un'intensità incredibile ed io ho sempre amato Tondelli, da quando l'ho scoperto all'Università perché lo citavano Enrico Brizzi in "Jack Frusciante è uscito dal gruppo" e Giuseppe Culicchia in "Tutti giù per terra", due libri che, per molti di coloro che hanno attraversato i vent'anni negli anni '90, sono stati un po' una bibbia.
Adesso il progetto "Le Luci della Centrale Elettrica" si chiude ed io sono emozionata e felice di salutare questa fine che sarà anche un nuovo inizio, a dir la verità cominciato già un paio di album fa.
Cantava la provincia depressa, Vasco, cantava uno star male che veniva dal profondo e che me lo ha sempre fatto sentire vicino. Mi succede solo con lui e con Francesco Motta: tra i cantautori con meno di 35 anni, secondo me son gli unici che possono parlare veramente A TUTTI, non "generazionali" ma "universali", almeno per universi come quello in cui vivo io.
Son passati gli anni e Vasco è cambiato: non è diventato un allegrone, chiaro, ma ha capito che col nichilismo non vai da nessuna parte e, se ti va bene, ti ammazzi e finisci per essere ricordato come un mito alla "muor giovane chi è caro agli dei". Se ti va male, manco quello: muori e basta, cibo per vermi.
Sarà bello essere lì ad aumentare la quota dei fan attempati e sgolarsi a cantare: "Ci sarò io e arriverò felice da fare schifo e libererò tutti i tuoi pianti trattenuti".


Anch'io voglio essere felice da fare schifo, Vasco. Non siamo nati per essere tristi, anche quelli di noi che in tanti momenti hanno sentito di non avere un'altra scelta. Se dopo dieci ore di un lavoro che detesto sono qui, al mio tavolino rosso, nella casa che ho tanto desiderato abitare, a fare una delle cose che amo di più al mondo - scrivere - la strada è quella buona.
E, se vai in una città a 40 chilometri, ricordati di mandarci una cartolina per dirci che stai bene anche lì.


lunedì 22 ottobre 2018

Le cose belle.

"Ma dove si trova la felicità?", "Nei posti belli, nelle tovaglie di fiandra, nei vini buoni, nelle persone gentili".
Paolo Virzì, "La pazza gioia". 

Questa NON è una classifica, le cose belle son belle tutte:
  • Il ritorno del piumone
  • Il risotto con la zucca
  • Il nuovo cd del Muro del Canto, "L'amore mio non more", che è uscito venerdì scorso e sta fisso nei miei ascolti su Spotify - specie quelli all'alba mentre vado al lavoro - in attesa di comprare la copia fisica, possibilmente senza spendere 16 euro e spicci con Amazon o aspettare dieci giorni lavorativi (e pagare comunque 16 euro) per farselo spedire a casa da Feltrinelli perché NESSUN punto vendita a Roma l'ha ritirato ('sta cosa nun se po' sentì, a Roma poi...)
Per adesso, l'ascolto più entusiasmante è quello di "Cella 33", settima traccia che a me ricorda tanto il fomento di pezzi che giravano un tempo su Radio Rock (quella vera, quella bella degli anni '90) come "Vagabond" dei New Model Army. Io ci vedo tanto lo zampino del buon Giancane, al secolo Giancarlo Barbati, uno dei due chitarristi, perché lui si ascolta cose fantastiche che piacciono tanto anche a me come i Dropkick Murphys e, nel pezzo che vi ho citato, io ci sento parecchio di queste cose che ti cacciano a calci la malinconia. Quella poi torna ma intanto la mandiamo via così.


  • A proposito di Radio Rock, ho riscoperto FINALMENTE il piacere della radio che piace a me, quella fatta di zero chiacchiere e tanta, tantissima musica di tutti i generi, presentata con professionalità, competenza e tanto ammmore. Ho sentito con le mie orecchie il meraviglioso dj Prince Faster, felice come un bambino, lui che pupetto decisamente non è, aprire la programmazione di RADIO ELETTRICA, una web radio da pochissimo inaugurata ma per me già stra-consigliata. Trasmette in diretta dalle 9 alle 24 e io ho ritrovato un piacere che non provavo da anni, quello di tornare a casa per sentire la radio!!! Tra i suoi speaker, oltre a Prince Faster, che a Roma per decenni è stato sinonimo di grande radio e grandi serate, c'è gente come Claudia Mc Dowell e Gianpaolo Castaldo... se negli anni '90 adoravate Radio Rock e la radio fatta di piacionate e di "ma leggiamo i messaggi dei nostri ascoltatori" vi annoia terribilmente, non potete non collegarvi!
  • Manuel Agnelli: odio profondo - anche se, ovviamente, dietro c'è un'organizzazione di cui lui e gli altri membri degli Afterhours sono minimamente, se non per nulla, responsabili - per il fatto di esibirsi con gli After di martedì sera, cioè domani, all'Auditorium, dopo la proiezione con inizio ALLE DIECI DI SERA del docu-film sul loro concerto milanese del 10 aprile scorso (durata del film: un'ora e 40, rischio di tornare a casa alle tre di notte pressoché certo) ma tanta stima per riuscire comunque, al di là del sempre più patetico carrozzone di X-Factor, a prestare la sua voce e la sua immagine ad iniziative musicali di livello veramente alto, come la serata all'Angelo Mai di sabato scorso dedicata da Rodrigo D'Erasmo e Roberto Angelini a Nick Drake.
  • Fabio Magnasciutti: da me conosciuto per anni come "Fabio degli Her Pillow", amato perché bello, maledetto e amante dell'Irlanda, solo da quando realizzò i manifesti per il tour "Io so chi sono" degli Afterhours scoprii che di mestiere non faceva il cantante ma il disegnatore, che era un poeta e che era bravissimo (quando sono andata a farmi autografare il calendario che ha realizzato l'anno scorso per Greenpeace, ero talmente emozionata che gli ho dato del lei come se fosse uno stravecchio).
Venerdì 26 l'anima del poeta, quella del disegnatore e quella del cantante si incontrano nella cornice di Palazzo Merulana, dove saranno esposti in mostra i suoi bellissimi disegni e si esibirà col suo gruppo, gli Her Pillow. Non potendo fare a breve un biglietto per partire per l'Irlanda, mi andrò a sentire loro e so che sarà fantastico comunque (in attesa di quel biglietto aereo).


  • Ma a voi succede che i libri vi chiamino dalle bancarelle che si trovano in giro sui marciapiedi? A me sì.
L'ultimo è stato "Poesie per ragazze di grazia e di fuoco". Ho aperto il libro a caso e letto e una di queste poesie per strada e non so se sarà stata la grazia o il fuoco o tutti e due ma mi sono ritrovata a fare una cosa da fricchettona pazza e romantica: rileggerla ad alta voce, da sola, a casa, e mettermi a piangere per quanto era bella. Non vedevo l'ora di trascriverla QUI. 

MIODDIO MIODDIO MIODDIO
"Prendi quella cosa che è successa. Proprio a te.
Aprila come una rosa nascosta. Mettila davanti
al naso di qualcun altro. Lascia che ti dicano  
che hai ancora un buon profumo. Così 
buono. Lascia che la persona che ti ama 
sfogli i petali via dal burrone della tua ferita. Lascia che lei 
te li trasformi in punti. che faccia loro far di nuovo vela 
dentro il tuo cuore, come aeroplanini di carta. Perché 
quel pugno che ti pulsa dentro 
è ciò di cui sei sempre stata fatta, nonostante 
le tue dita appuntite di spine. Usale, adesso,
per strappare le lenzuola. Strappare la notte. 
Chi ha bisogno di dormire sotto un tale 
riparo o sopra tanta educazione? Squarcia il cielo. 
Lascia pure che cadano gli Dei. Quelli che potrebbero 
aver permesso che innanzitutto la cosa accadesse. 
Catturali nelle tasche. Catturali nel petto.  
Rimetti ogni Dio a posto 
nel tuo petto, Dio dopo Dio dopo Dio, Finché 
non ti sei conosciuta, Ancora. Ripeti.
Prendi quella rosa, quella che ti ferisce 
nella carne. Aprila e aprila e aprila. 
Lancia brandelli della tua cicatrice nell'aria 
come dello stramaledetto riso nuziale. O semini per uccelli.
Lascia che alcuni germoglino. In un giorno 
tanto nuovo e tanto verde, ti fanno male le caviglie 
dalla voglia di correre. Avanti 
E vacci incontro, al mondo, senza tutte 
quelle spine rossastre, quelle vecchie cicatrici, quelle cuciture strette 
sul tuo fianco. E noi, noi ci meraviglieremo della tua 
silhouette. Mioddio, diremo noi. Mioddio, mioddio, mioddio, mioddio, mioddio! 
Non corre come un fiore che si sfoglia?" 
Tara Hardy