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giovedì 16 giugno 2016

Di quando Simon Le Bon era il mio Manuel Agnelli.

La settimana scorsa, martedì 7 giugno, sono stata al concerto dei DURAN DURAN, che apriva la stagione 2016 del Rock in Roma a Capannelle, dove - presumibilmente - tornerò il 19 luglio per il live degli Afterhours, e più di una persona mi ha detto: "Ma come, non hai scritto nulla di quella sera?"

Il problema è stato che mi sono resa conto che, a quel concerto, io non ero sola: io ero con la me stessa che, tra il 1984 e il 1987, è stata INNAMORATISSIMA dei Duran Duran, e di Simon Le Bon in particolare. 

Me ne sono accorta fin da quando, piazzato come secondo pezzo in scaletta, ho riconosciuto le prime note di "Wild Boys" ALL'ISTANTE, e l'ho avuto ancora più chiaro quando, sola tra millemila sconosciuti, non sono riuscita a frenare le lacrime sul penultimo brano, quella "Save a prayer" che, insieme a "Careless Whisper" di Geroge Michael, è stato il lento che ha visto il maggior numero di innamoramenti, più che altro vissuti nella mente, delle adolescenti e pre-adolescenti degli anni '80.

Su Save a prayer ho capito che io ero la donna di 42 anni che portava al concerto la se stessa bambina di trentadue anni prima, quella bambina che si innamorava della musica mentre aspettava di innamorarsi di una persona vera, e le dicevo: "Vedi? Ce l'abbiamo fatta, eccoci qui!!! Hai fatto bene a fidarti di me!"

Questa era una delle mie foto preferite dei tempi d'oro, nonché poster in allegato ad uno dei numeri di "Tutto musica & spettacolo", grande lettura dell'epoca.

E' stato il mio primo gruppo preferito, la prima musica "da grandi" che ho apprezzato (del resto, nell' 84 avevo 10 anni e tra le mie contraddizioni c'era che mi piacevano i primi masculi ma ancora giocavo con le Barbie). Collezionavo adesivi e ritagli con le loro facce, che all'epoca erano OVUNQUE, e ogni sera baciavo religiosamente il poster di Simon, facendomi due conti su quanti anni ci potessero ancora volere per incontrarci, fidanzarci e sposarci :)))

Al di là del fatto che scatenavano alla grandissima le mie prime tempeste ormonali, adoravo la loro musica. Su cassette pirata fatte spesso di registrazioni pessime, perché i miei erano contrari alla paghetta e NESSUN ADULTO si sognava di comprarmi un loro disco né io mi azzardavo a chiederlo per paura di sentirmi dire di no, ascoltavo e riascoltavo i loro pezzi e sapevo riconoscerli TUTTI fin dall'attacco. Mi emozionavo cantando con parole inventate, mi batteva il cuore, sentivo come una scossa alla spina dorsale... ero felice ma non si doveva troppo far vedere, perché sempre i mitici adulti mi prendevano per culo: non si poteva essere felici per 'ste cazzate!!!

Mio padre, mentre mi guardavo di contrabbando - sentendomi colpevole come neanche stessi guardando un porno a undici anni - le puntate di "Be Bop a Lula", il programma di Red Ronnie in cui si parlava spessissimo di loro, mi diceva: "Ma tu vuoi essere come quelle matte che urlano quando passano?". Mi guardavo bene dal dirgli che sì, avoja, io VOLEVO ASSOLUTAMENTE essere come loro, volevo essere quella che gridava più di tutte, hai visto mai Simon si girasse e mi notasse nella folla, ma mi vergognavo e non dicevo niente o mentivo spudoratamente.

Ieri Manuelone e tutta la nuova/vecchia formazione degli Afterhours, con cui sta girando per promuovere il nuovissimo Folfiri o Folfox (di cui, prima o poi, si decideranno a pubblicare la mia recensione su Shiver) erano alla Feltrinelli di via Appia a farsi intervistare e a suonare qualche pezzo.

Per motivi non legati alla loro presenza, ero in zona già dalle quattro e mezzo del pomeriggio, e loro avrebbero suonato due ore dopo. Mi son detta: "Eh ma che son matta, che vado COSI' PRESTO a piazzarmi lì, come una scema, due ore prima?" ma poi mi sono risposta che sì, se voglio io posso fare anche queste cose e non sono matta, voglio solo essere felice.

Mi son seduta, tanto a quell'ora c'era talmente poca gente che si scialava coi posti, mi son vista pure le prove (rigorosamente fatte senza il buon Agnellone superstar - in più mancava Xabier, che uno del pubblico dietro di me ha definito "quello basso" :)))), intervista, showcase di cinque pezzi ("Ti cambia il sapore", "Nè pani nè pesci", "L'odore della giacca di mio padre", "Padania" e "Non voglio ritrovare il tuo nome"), autografi sul ciddì e foto di rito, per i quali - data la mia pole position - sono stata tra le prime sei persone ad accedere al cospetto dell'Agnello e dei suoi e mi son sentita una totale privilegiata, visto che, alla fine, c'era talmente tanta gente che qualcuno si sarà fatto fare l'autografo e scattare la foto la sera alle 11 -_-

Tutto questo per dire, specialmente in questo periodo in cui sono circondata di amiche e conoscenti che sono tutte dee della fertilità mentre io non riesco a beccare non dico un partner fisso ma almeno uno che non sparisca senza spiegazioni dall'oggi al domani lasciandoti in un mare di lacrime, AMATE le passioni dei vostri figli e nipoti. Seguitele e, anche se non le capite, per lo meno non ostacolatele e non deridetele. Quello che oggi a voi sembra buffo o incomprensibile, per loro E' VITA e, chissà, quando saranno grandi e la vita li prenderà a martellate, è ricordarsi delle passioni che li aiuterà ad attingere ossigeno e nutrimento... e poi, oh, molto probabilmente un sacco di nerdoni che negli anni '80, da ragazzini, sono stati presi per il culo perché passavano i pomeriggi smanettando sulla loro console Amiga, adesso lavorano per Steve Jobs e sorseggiano i loro cocktail in una villa con piscina.

Foto dei Duran Duran scattate al concerto di Milano il 12 giugno da un'amica di mia cognata Laura che era lì, e che son belle perché, anche da lontano, mostrano bene i visual STUPENDI che hanno corredato il concerto in tutte le date del tour, e foto afteriane mie.



















































domenica 16 agosto 2015

My hungarian days: quattro giorni pieni a Budapest.

Per vincere la presammàle da ritorno dalle vacanze e la malinconia del cielo grigio e piovoso che fa da tetto oggi a Roma, torno dopo un bel pezzo ad aggiornare il blog per raccontare qualcosa della mia trasferta a Budapest, città che non riesco a definire semplicemente "bella" perché, nei quattro giorni in cui l'ho visitata, ho avuto l'impressione che racchiudesse in sé tante contraddizioni.



Sono tornata a Roma con l'idea che, se avessi avuto alcune informazioni preliminari, me la sarei goduta ancora di più: questo, quindi, vuole essere un post di pubblica utilità... hai visto mai che chi legge volesse organizzare un viaggio a Budapest :)

Sfatiamo il primo mito: muoversi A PIEDI. Tutti quelli che ci erano stati, mi avevano detto: "Ah no, Budapest è piccolina... se c'hai l'alloggio in centro, ti muovi alla grande a piedi"... non avevano calcolato che nella settimana di ferragosto c'erano MILLEMILA GRADI SEMPRE. Pure di notte faceva un caldo assurdo, quindi muoversi solo a piedi era impensabile. I carnet di biglietti da 10 pezzi costano 3000 fiorini (300 fiorini valgono circa un euro, quindi costano 10 euro) e ci sembravano un affare: ERRORE!!! A Budapest PER OGNI VIAGGIO ci vuole un biglietto, quindi, per esempio, se devi prendere bus, tram e metro in un unico spostamento, devi obliterare tre biglietti.
I mezzi hanno un aspetto vecchiotto ma sono efficientissimi, pure di notte, però ad un biglietto a botta diventa un incubo!
Per farla breve, probabilmente con tutti i biglietti che abbiamo comprato avremo contribuito ad acquistare almeno un bus nuovo... la prossima volta, abbonamento da 72 ore (4.150 fiorini, circa 14 euro) o settimanale (4.950 fiorini, meno di 17 euro) e non se ne parla più (Budapest Card no, a meno che non si vogliano visitare tanti musei, cosa che noi abbiamo evitato, visto anche il tempo limitato a disposizione).

Purtroppo, la lingua estremamente ostica, perchè diversissima dall'italiano (gruppi consonantici a manetta pure nella parola più corta), insieme all'atteggiamento della maggior parte della popolazione locale con cui ci siamo interfacciati, ci facevano capire le cose sempre con molta difficoltà.

Specifico che è una mia sensazione, quindi un parere assolutamente personale, ma ho avuto quasi costantemente l'impressione che gli abitanti di Budapest ODINO i turisti e li considerino o polli da spennare (basta pensare a come arrotondano sempre alla grandissima dal fiorino all'euro... pagate sempre tutto in fiorini o con carta!!!) o rompicoglioni impediti con la loro lingua e la loro moneta (indimenticabile la cassiera del market h24 vicino al nostro alloggio, che, di fronte alla mia lentezza nel contarle i soldi per pagare qualche articolo, mi piglia lei i soldi di mano e se li conta da sola -__- ). Chiaramente, ci sono state delle piacevoli eccezioni, tipo l'addetta gentilissima che ci ha spiegato come si usavano le cabine alle terme Gellert.

Ecco, le terme sono davvero un'oasi di ristoro, con tutte quelle fantastiche vasche: noi siamo stati nelle due più famose indicate dalle guide, le Szechenyi e le Gellert.
Nelle Szechenyi 'na cambogia per capire come funzionassero, anche perchè sono grandissime, non ci sono indicazioni in inglese, nessuno ti si fila e, quando chiedi spiegazioni alle persone che ci lavorano, hanno sempre l'aria tra lo scocciato e il "ma che davvero non hai capito?" però sono terme che restano aperte fino alle 10 di sera e sono super caratteristiche, basti pensare ai vecchietti che restano per ore nelle vasche di acqua calda a giocare a scacchi, proprio come era scritto sulla Lonely Planet. Le Gellert sono meno grandi ma più organizzate e, soprattutto, hanno degli interni davvero splendidi (la foto dell'amica Annarita, autrice degli scatti più belli usati in questo post, rende giustizia :)


Adesso, però, veniamo alla parte MUSICALE, quella che più di tutte mi ha portato a scegliere e proporre Budapest e settimana di ferragosto come luogo e tempo delle vacanze di quest'anno: lo SZIGET FESTIVAL.



E' stata un'esperienza INCREDIBILE, faticosa e bellissima.

Faticosa perché, per esempio, il trenino metropolitano che ti porta all'isola di Obuda, dove si svolge il festival, è un ammasso di lamiera rovente, nel quale, per fare anche solo poche fermate, suderai in parti del tuo corpo che neanche credevi fossero capaci di sudare così tanto -___-

Faticosa perché ci sono, sì, gli alberi che si vedono nelle foto ma c'è anche polvere, tanta polvere, distese di polvere che ti si infilerà OVUNQUE (non potete immaginare cosa si è alzato quando, al concerto dei Kasabian, il cantante, con l'aria bastarda che lo contraddistingue, il chitarrista Sergio Pizzorno (quando ho scritto, ricordavo l'avesse detto Tom Meighan, poi sono arrivati i filmati su youtube :) ha iniziato a scandire: "Mosh-pit-mosh-pit-mosh-pit" (il moshpit è il cerchio in cui si forma il pogo).



MA... c'è un'atmosfera bellissima, di festa VERA. L'età media dei partecipanti è giovanissima, più vicina ai venti che ai trenta, ma tra il pubblico trovi di tutto, dal bambino all'ultra-cinquantenne. C'è una marea di gente, chiaramente vedi pure le zozzate tipo quello che vomita sotto l'albero con l'amico che gli regge la testa, ma in generale c'è una pulizia ed un'organizzazione che a Roma, e in Italia in generale, temo ci sogneremmo. Le file sono tranquille e ordinate, che si voglia andare in bagno o a comprare da mangiare (importante sapere che nulla verrà pagato in moneta ma ci si dovrà dotare di una carta da caricare di importo a piacere in appositi punti dislocati in tutte le zone del festival- io per fortuna avevo già letto questa info prima della partenza sul sito ufficiale della manifestazione, impossibile da navigare nei giorni in cui c'erano migliaia di accessi al minuto).

L'area su cui si svolge il festival è immensa, noi ne abbiamo visitato una minima parte perché siamo arrivati di pomeriggio, coi concerti già iniziati e il sole un pò più basso, ma penso che per godersela al meglio e scoprire tutti gli angolini con gli allestimenti più belli o le performance più interessanti (non ci sono solo i concerti sul main stage) sia utile passare un'intera giornata, tanto il biglietto per l'ingresso dura oltre 24 ore.

A proposito di main stage, i concerti son stati tutti super-carichi, da quello di Marina & The Diamonds (simpatica lei e la sua fantastica mise :) passando per quello dei Kasabian (dove il gioco si è fatto duro e solo i più motivati son rimasti tra la folla... infatti la compagnia mi ha abbandonato e ci si è rivisti solo dopo l'esibizione :)
Sicuramente un contesto così energetico e vivo spinge gli artisti a dare il meglio di sé... non vedo l'ora di rivedere i video su youtube!!!



Discorso a parte merita il dj-set di Avicii, che ha concluso le esibizioni sul palco principale (con mio sommo godimento, ho scoperto che allo Sziget i concerti più grossi non iniziano quando già ti sta calando la palpebra... i Kasabian hanno suonato alle 19.30 e Avicii alle 21.30).

Tra il divertito e il preoccupato, pensavo di essere diventata discotecara a quarant'anni ma non è così, visto che, per tutto il tempo in cui ho visto questo ragazzino svedese (perché questo è, senza tanti giri di parole, uno dei più famosi e pagati dj del momento) mettere i suoi dischi e sparare effetti speciali tipo i fuochi dal palco (roba alla Rammstein ma senza la potenza dei Rammstein), mi sono chiesta quale fosse la differenza di "gusto" tra il sentire questi pezzi in discoteca mixati da un dj qualunque piuttosto che di fronte ad un palco immenso messi da colui che li ha ideati.

Chissà cosa succederà l'anno prossimo e chi suonerà allo Sziget... magari sarà possibile ritornarci (però dalla mattina :) ... magari abbinando una serata in uno dei ruin pub del quartiere ebraico che, in questa vacanza, abbiamo visto solo da fuori!


lunedì 20 luglio 2015

These are the nights that never die: appuntamenti fino al 26 luglio (e qualcosa di me)

Roma è in crisi: sporca, fetente (in senso metaforico e non), i mezzi di trasporto pubblici sa 'r cazz non si sa per quale motivo VERO stanno funzionando più da schifo dal solito, e pure io non mi sento troppo bene, complici il caldo tropicale e la stanchezza accumulata.

Aggiorno raramente il blog non perchè ci siano pochi appuntamenti in giro, tutt'altro: la città, pur vivendo un momento difficile, è vivissima... sono io che faccio UNA cosa su dieci di quelle che vorrei fare e - sarà un fattore psicologico - ma mi riesce difficile parlare con entusiasmo di cose che A PRIORI so che non farò.

Per dire, quest'anno sono state inaugurate ben DUE arene cinematografiche gratuite, in posti davvero da "Grande bellezza" e con una programmazione parecchio interessante: l'Arena di san Cosimato, a Trastevere, e quella di Santa Croce, con la rassegna "Effetto Notte" (purtroppo, ormai agli sgoccioli, salvo novità).

E' questo, come dicono i ragazzi promotori del Comitato Cinema America Occupato, organizzatori dell'Arena di San Cosimato, il modo di far vivere le piazze di Roma, rendendole allo stesso tempo SICURE, non con le camionette della polizia!!!

Cristina-sui-tubi
Un altro posto dove c'è VITA, in  questa torrida estate romana, è la sempre bella VILLA ADA, dove questa settimana suonano l'amatissima CRISTINA DONA' coi MARTA SUI TUBI (mercoledì 22 luglio), BOBO RONDELLI con DIMARTINO (giovedì 23 luglio) e i dEus (sabato 25). Quest'anno, tra l'altro, a Villa Ada ci sono sconti sia per i possessori di tessera ARCI che per coloro che utilizzano il car sharing con Car2go (un serio motivo per riprendere a guidare, mi dico ormai da mesi).

Altre forme di vita a ROCK IN ROMA, rassegna di Capannelle sempre accompagnata da moltissime polemiche (il 30 vado a vedere Fabi-Gazzè-Silvestri, vi saprò dire la mia sull'organizzazione di quest'anno), dove oggi, lunedì 20, suonano i SUBSONICA e venerdì 24 arrivano i LITFIBA col "Terremoto Tour" (grossa grossa tentazione, nonostante il prezzo del biglietto - 30 euro esclusa prevendita - sia chiaramente un furto ai danni dei nostalgici del periodo di massima potenza tamarra di Ghigo e Pieroah).

Un altro posto di musica, dove quest'anno non ho messo piede ma che ha una bella programmazione, è la Città dell'Altra Economia a Testaccio, dove martedì 22 suonano gli energicissimi FLOGGING MOLLY (uno di quei gruppi per cui l'assenza di Laura, cognata e compagna di mille concerti, mi pesa da morire) e venerdì 24, gratis, SANDRO JOYEUX.



Questo weekend, inoltre, finisce la FESTA DE NOANTRI a piazza Santa Maria in Trastevere, con l'esibizione di Giulia Anania e i Poeti der Trullo per l'omaggio a Gabriella Ferri di "Bella Gabriella" e domenica 26, all'outlet di Castel Romano, suona gratis GIULIANO PALMA. Al pòro Giulianone, che tra l'altro a me live è sempre piaciuto un sacco, le cose non devono girare benissimo per essere passato da bei palchi come quello di Villa Ada ad un centro commerciale, però, oh, se deve pure magnà e sempre meglio suonare a Castel Romano che cantare "Le stelle sono tante, milioni di milioni" nello spot dei salumi Negroni (ogni riferimento NON è puramente casuale -__-)

Chi è arrivato alla fine di questo lungo post, trova quel "qualcosa di me" annunciato nel titolo del post: quest'anno UDITE UDITE vado allo SZIGET FESTIVAL, a Budapest.

Per chi non lo sapesse, lo Sziget è considerato un pò la Woodstock dei tempi moderni: è un festival famosissimo, dove per una settimana suonano artisti di tutti i tipi ed arriva pubblico da tutto il mondo (l'anno scorso sono state contate 415.000 presenze).

La giornata che ho scelto per partecipare (una settimana intera nun je la potevo fà) è quella del 14 agosto.

Headliner sono


  • MARINA AND THE DIAMONDS:

  • i KASABIAN

  • AVICII
Se mi conoscete, sapete che, se racconto 'sta cosa, non è certo per far rosicare qualcuno MA per dire che C'E' SEMPRE TEMPO per realizzare un sogno.

Sono stata una ragazzina serissima, studentessa modello che metteva il tailleur a diciott'anni e rifiutava le avances dei pochi corteggiatori che non si spaventavano per la mia aria austera (ancora qualcuno si spaventa, perchè c'ho il cazziatone facile, però di solito dopo che ho accettato le avances ;)

Adesso ho 41 anni e da anni non ho nemmeno un tailleur nell'armadio.

A volte soffro di non avere un marito e dei figli che mi aspettano la sera a casa, come avrei desiderato a vent'anni o a trenta, ma nel mio status di zitella donna libera trovo la forza di realizzare ancora qualche sogno giovanile perchè NON E' TARDI, finchè cuore, testa e gambe mi reggono ed ecco allora che me ne vado ad un mega-happening di musica, il mio vero grande amore, con migliaia di persone, dove un dj svedese di 25 anni metterà una canzone che fa: "Quando invecchierai, il tuo cuore selvaggio vivrà per i giorni più giovani. Pensami, se sarai mai impaurito".




martedì 30 giugno 2015

Quando una bella forma incontra una bellissima sostanza: Tiziano Ferro all'Olimpico (Roma, 26 giugno 2015)

Sono passati quattro giorni dalla prima delle due date di Tiziano Ferro all'Olimpico, quella di venerdì 26 giugno a cui ho partecipato io.

Domani riprende la seconda tranche del tour (Bologna, Milano per due date e Verona) ed io posso dire solo una cosa: se anche solo minimamente Tiziano Ferro vi incuriosisce, ANDATE A SENTIRLO!

Non era facile soddisfare aspettative altissime: lui ci è riuscito alla grande!

Splendido scatto preso dalla pagina fb del fotografo Luigi Orru


E' la stella di uno spettacolo super curato da tutti i punti di vista: un palco pazzesco, luci e suoni potenti ma non da baraccone, maxi-schermi a definizione elevatissima, lui che canta e balla - con pause veramente minime - per due ore e mezzo senza mai un accenno di stanchezza, dei visual alle sue spalle di una bellezza commovente (uno su tutti: la città che scorre come una pellicola su cui, a un certo punto, cade la neve in "Ed ero contentissimo").

Tizianone è in forma strepitosa, a 'na certa ci delizia anche con la gradevole piacionata di spogliarsi e rivestirsi mostrando la sua ombra sullo schermone gigante., e gli si può passare pure se, tra i cambi d'abito, a un certo punto sfodera un completo rosso lucido manco fosse un invitato de "Il mio grosso matrimonio gipsy" -__-

La vera magia, però, non sono gli effetti speciali: la vera magia è che, nonostante tutta questa super preparazione, nonostante si veda a chilometri che Tiziano usa millemila trucchi del mestiere per affascinare il suo pubblico, riesce comunque a conservare un suo nucleo di autenticità, che lo fa (e mi fa) commuovere quando, prima di attaccare "Scivoli di nuovo" dice: "Perchè l'amore dovrebbe generare soltanto bene, dovrebbe far star bene, non dovrebbe mai farci sentire in imbarazzo, mai farci vergognare di qualcosa. Fate le cose per amore, fatele sempre per amore perchè porteranno sempre a qualcosa di buono perchè l'amore, nonostante quello che ci dicono, è di tutti" (non è che mi ricordo a memoria, è che mi son trascritta il pezzetto che hanno pubblicato sulla sua pagina fb, tipo sbobinatura universitaria ;)

Pazienza, poi, se per Tizianone l'amore è anche un rvm alla Maria De Filippi durante lo show, in cui ci mostra foto del suo passato con una chiusa alla tizianoferro 100%: "In amore vince chi fugge... io no!", con cui mi fa sentire sua sorella ideale, vicina col cuore a questo giovane uomo spesso sfortunato in amore, diventato fighissimo dopo aver attraversato 111 chili di peso ed un'accettazione di sé per niente facile, passata per quella frase "e mi son fatto rubare forse gli anni migliori dalle mie paranoie e dai mille errori, sono strano, lo ammetto, e conto più di un difetto" che Nesli ha scritto per lui ne "La fine" e che mi fa piangere ogni dannata volta, concerto compreso.



Eravamo una marea nel prato dell'Olimpico (in giro si parla di 50.000 presenze a serata, praticamente una cittadina con tutti i suoi abitanti). C'erano i classici fan di Tiziano che ti aspetti: la ragazzina con la fascetta TZN in fronte, la coppietta che si guarda tutto il concerto abbracciata arrivando a 15.000 gradi di temperatura corporea, mezzo gay pride.

Con gli amici Ferro-friendly abbiamo avvistato, però, pure alcuni personaggi estemporanei NOTEVOLI, tipo la signora elegante - una specie di Carla Gozzi over 60 - vestita come per il the con le amiche del bridge, che si guarda tutto il concerto nel prato, a fianco a noi, o la coppia dal look metallaro, lei capelli rosa e piercing nelle guance, lui anfibi, gilet a pelle e tatuaggi old-style, anche loro nel prato a godersi lo spettacolo.

Come cantavano i Metallica: "Open mind for a different view... and nothing else matters" e, se c'è una cosa di cui davvero devo ringraziare Tizianone, oltre al potere catartico delle sue canzoni, è di avermi aiutato a capire che i recinti in cui ci chiudiamo, per snobismo o solo per paura, sono una gabbia pericolosa, che spesso ci priva di qualcosa di bello a cui possiamo arrivare semplicemente saltando qualche paletto... e se non sono capace di saltare, ci girerò intorno!

lunedì 26 gennaio 2015

Hai presente quando...

Hai presente quando un rapporto importante si sfilaccia? Quando qualcuno ti fa star male profondamente e tu ti dici: "No, basta, non mi interessa più niente di lui/lei, che si fotta, ognuno per la sua strada" e poi, invece, ci pensi sempre, ti tornano in mente tutti i bei momenti e le mille cose fatte insieme... ti chiedi cosa fa e con chi sta ("quando fai la spesa cosa comperi, di che colore hai colorato i mobili..."), stai lì a guardare il cellulare 360.000 volte sperando in una chiamata che non arriva, ti dici: "Forse ci possiamo vedere almeno un'ultima volta..."...

Cosa fare in casi simili?



AGIRE... ed è sull'onda di questa spinta emotiva che ho rotto il porcellino-salvadanaio e mi son comprata il biglietto per andare a vedere gli AFTERHOURS all'Auditorium Conciliazione, questo sabato. Do a loro la possibilità di stupirmi in bene con la nuova formazione e a me stessa quella di ripensare col sorriso ad un verso della loro Strategie che dice: "Puoi non assaggiare per veder se il gusto se ne va o ti devasta, ti devasta il prezzo che si ha".

Mi stupiranno in male? 'Sti cavoli, ho speso quanto il ticket per una visita medica ma di sicuro mi gioverà di più :)

Di sicuro, mi ha giovato all'umore la giornata di venerdì scorso, 23 gennaio, passata lontano da un lavoro che non amo e in giro per Roma sulle orme di un altro mio grande amore musicale, finalmente ritornato sulle scene: CARMEN CONSOLI... è stata silente per cinque anni, adesso, col disco nuovo in promozione, è praticamente OVUNQUE :)

Al mattino, ero tra coloro che avevano mandato la mail per partecipare come pubblico alla trasmissione di Max Giusti su Radio 2, dove lei era ospite (qui il podcast per riascoltare la puntata, che ho scoperto quella mattina stessa non essere in diretta).

Siccome ogni mail dava diritto ad un unico ingresso e gli ingressi avvenivano ad estrazione, a far la fila per entrare a via Asiago eravamo tutti "singoli", nessuno aveva l'amico o il conoscente con cui parlare, ed è stato divertente presentarsi e scambiare battute con un gruppo di fan per niente esagitati (oddio, c'era pure il ragazzo venuto apposta DA AVELLINO ma vabbè, era tranquillo) e molto ironici e divertenti.

Max Giusti è stato un pò una sorpresa: non lo trovo particolarmente simpatico ma col pubblico è stato gentile, in più pensavo che non sapesse un tubo della Consoli invece ha commentato "In bianco e nero" (unico pezzo eseguito dal vivo - mestizia infinita) raccontando che è una canzone che lo commuove sempre, perchè lo fa pensare ad una foto dei suoi genitori giovani con lui bambino, scattata sulle rive del lago in un giorno spensierato di una stagione difficile per la sua famiglia. Mi piacciono le persone che condividono ricordi ed emozioni!

La Consoli ha fatto un'intervista carina, anche se, come dicevo, in questi giorni è su un milione di radio e, ad un certo punto, le cose dette si ripetono MA ha cantato dal vivo solo "In bianco e nero" (qui il video dell'esibizione) e, soprattutto, è stato impossibile avvicinarla, sia prima che dopo la trasmissione, perchè il suo staff le creava un muro intorno e c'erano persino i vigilantes della radio che impedivano di fare foto... un clima un pò da gestapo, decisamente non amichevole a fronte di un pubblico di neanche 100 persone, caloroso ma rispettoso e con un sacco di teste bianche... ammazza come siamo invecchiati, in cinque anni :)))

Poco male, a pomeriggio c'era la presentazione del disco col live in Feltrinelli: niente chiacchiere, solo musica dal vivo!!!


E' stata una prova "muscolare": con tutto che si accedeva al fronte-palco (palchetto) solo con il pass che davano a chi aveva comprato il cd in quel punto vendita, eravamo UN BOTTO.
 All'uscita del negozio - non scherzo - c'erano le camionette della polizia... roba che manco ai concerti dei 99 Posse -__-

La libreria, che - chi la conosce, lo sa - non è certo piccola, era pienissima... io e l'amica Raffa ci siamo fatte venire le vesciche per la lunga attesa in piedi ma il live è stato intenso al punto giusto.



Cinque pezzi: "Ottobre", "Sintonia imperfetta", "La signora del quinto piano", "L'abitudine di tornare" e "Parole di burro"... era bello sentirci tutti assieme cantare a squarciagola "Conquistami, inventami, dammi un'altra identità" ma ancor più tenero era sentire il pubblico (non io, che il cd l'ho ascoltato, per ora, solo un paio di volte) cantare già le canzoni dell'ultimo disco, che venerdì contava solo tre giorni di vita.


Come mi avevano detto già le amiche che l'avevano vista qualche giorno prima allo show-case alla Feltrinelli di Milano, Carmen Consoli sembra davvero felice di essere tornata in scena, quando ha cantato, quando ha sorriso, quando ha raccontato divertita di quale sia la spiegazione del ritornello de "La signora del quinto piano" (è ispirato ad una conta).

La giornata si è conclusa con la foto di rito e l'autografo sul ciddì MA io mi ero portata dietro la stampa del post che avevo scritto, mettendoci dentro un bel pezzo di cuore, quando aveva compiuto 40 anni, nessuno sapeva quando e se sarebbe uscito un suo nuovo lavoro ed io avevo chiuso scrivendo "Sento che ancora, in qualche modo, ci incontreremo".

Gliel'ho data, dicendole "Questa è una cosa che ho scritto per te quando hai compiuto 40 anni, siamo nate nello stesso anno". Lei mi fa: "Ma è per me o la devo autografare?", io "E' per te se la tieni". Si è guardata intorno, non aveva neanche un tavolino di fronte e c'erano millemila persone in fila per foto e autografo. Mi ha detto: "Il foglio te lo ridò però voglio leggere... come ti trovo?"... mi veniva talmente da ridere :)))

Vabbè, per farla breve mi ha fatto dettare l'indirizzo del blog al cellulare della ragazza del suo staff che faceva le foto... io non so se Carmen Consoli leggerà mai davvero Marinellac'è ma sul serio, in quel momento, ho pensato che lo stato d'animo con cui lei 18 anni fa scrisse "Confusa e felice" apparteneva un pò anche a me.


martedì 8 aprile 2014

Ricordi di un fine settimana speciale (ed un paio di appuntamenti prima del prossimo)

E' stato un fine settimana musicalmente ed umanamente bellissimo.

E' iniziato venerdì col concerto di VASCO BRONDI al Palatlantico ed è continuato domenica in una non-stop che è partita con la Rocksteria con Giancane & Bucho ed è finita con il concerto a favore dell'ANGELO MAI presso il parco San Sebastiano, accanto alla sede che è stata sgomberata e che si spera ritorni presto a vivere.
Ho fatto un accumulo di ricordi felici. Ve ne lascio qualcuno :)



Venerdì, un Vasco Brondi SORPRENDENTE: le canzoni del nuovo album funzionano benissimo nella dimensione live, penalizzata solo dall'acustica del luogo, che in certi momenti rendeva le parole un'unica PALLA di suoni indistinguibili.
Lui è in splendida forma ed è passato dalla versione timida ed "impalata" dei concerti degli anni scorsi ad un altro se stesso che BALLA sul palco, e lo fa credibilmente, non c'è l'effetto "tronchetto della felicità"!!!
Cosa sia successo nella sua vita per renderlo tanto vitale, non lo so, ma è una gioia vederlo così: è coinvolgente, trasmette entusiasmo e non più depressione, quando dice "ANCHE NEL DISASTRO, IL FUTURO ERA SEMPRE LI' A SORRIDERCI" in "Macbeth nella nebbia" davvero viene voglia di credergli :)
Splendida chiusura con "Destini generali" ed io con le lacrime agli occhi e "felice da fare schifo" lo guardavo mentre gridava dal palco: "Vi auguro di fare quello che volete DAVVERO"... quel "davvero" lo prendo come un grande incoraggiamento!
Piccola nota: I FAN, gli ATROCI fan, giovanissimi che hanno pagato 16 euro di biglietto per passare il tempo a scrivere su whatzapp mentre Brondi cantava o per guardare il concerto attraverso il loro ipad da 700 euro
-___-

Domenica, della Rocksteria dico solo che non eravamo tanti ed infatti ci siamo divertiti come in una festa tra amici, che si è conclusa con una cover a due voci di "Ti scatterò una foto" di TIZIANONE FERRO.
Io AMO Tiziano Ferro, è la mia passione pop per niente nascosta... ora aspetto i video a documentare l'evento!!!

Alle 18, senza passare da casa, sono entrata al parco San Sebastiano, ancora pieno di sole perchè la giornata era strepitosa.
Avrei voluto sentire PIERO PELU', che a sorpresa ha aperto le esibizioni alle 15 ma, come sempre, è impossibile trovarsi OVUNQUE.

una delle bellissime foto di Simone Cecchetti... da notare l'espressione del tipo "Sto vedendo la MADONNA" della ragazza di fronte a Peluah :)


Quando sono arrivata io, suonava ROBERTO ANGELINI, con gli amici musicisti e il figlio (un bambino IDENTICO alla mamma, Claudia Pandolfi) a giocare tranquillo sul palco, accanto a lui.

In realtà, non c'era un vero e proprio palco ma un allestimento su una collinetta, infatti chi voleva mettersi avanti doveva stare CIVILMENTE seduto sulle pendici della collinetta, altrimenti le persone a valle non avrebbero visto nulla... chiappe bagnate d'erba PER ORE ma ne è valsa la pena :)

Il concerto è stato bello, con un avvicendamento sul palco assolutamente perfetto nei tempi e i musicisti bravi ad illustrare in maniera efficace e senza fare sermoni la causa per cui ci trovavamo lì (l' Huffington Post ha parlato di OTTOMILA persone... non so se sia stato davvero così, sicuramente eravamo UN BOTTO).

C'era un pubblico molto variegato e tranquillo (fatta eccezione per qualche tarantolato che sentiva l'irrefrenabile bisogno di pogare IN TESTA a quelli seduti sulla collina), con un sacco di bambini e di visi amichevoli (uno bello bello è stato quello, incrociato a pochissima distanza, dell'attore che ha interpretato il personaggio di Luca ne "Il Capitale Umano" di Paolo Virzì :)

 Il set degli AFTERHOURS - che era quello più atteso - è stato ricco oltre ogni previsione (vado a memoria: "Male di miele", "1.9.9.6.", "Pelle", "Dea", "Padania", "Quello che non c'è" e "Bye bye Bombay"): le loro parole "Noi non siamo con l'Angelo Mai ma siamo DELL'Angelo Mai" hanno coronato il tutto.

Domani, mercoledì 9 aprile, ci sono DUE appuntamenti musicali degni di nota, di genere totalmente diverso l'uno dall'altro: il concerto dei SEPIATONE (Marta Collica e Hugo Race) @Init e quello dei TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI @Circolo degli Artisti ma il vero BOTTO sarà nel weekend... questo, però, è un altro post, che arriverà presto :)

martedì 25 marzo 2014

Un congegno che (ancora non) si spegne da sè: Afterhours @Alcatraz, Milano, 24/03/2014

Scrivo sul treno di ritorno per Roma, fresca di emozioni per la serata di ieri all’Alcatraz di Milano. Sono partita per 4 giorni portandomi dietro il mio pesantissimo portatile preistorico, scrivendo all’andata per Shiver, che sta per pubblicare un pezzo “collettivo” in cui ogni recensore ha un brano della versione reload di “Hai paura del buio” (il mio è la MERAVIGLIOSA cover che Eugenio Finardi ha realizzato per “LASCIAMI LECCARE L’ADRENALINA”).
Adesso invece, sulla strada verso casa, inganno il tempo scrivendo del concerto di ieri, mentre sono in un vagone di Italo pieno di pensionati gajardi in gita, che chiedono al controllore la password per l’adsl del treno e si scattano le foto tra loro coi cellulari
Puntuali come solo dei milanesi possono essere (“L’inutilità della puntualità” resta, però, un bel pezzo del loro passato J ), alle 21.30 (l'orario riportato fuori dal locale) gli After hanno iniziato lo show. Poche sorprese per chi, come me, aveva letto avidamente i resoconti delle date precedenti di questo tour: inizio con completi ed occhialoni anni ’70 (massima stima per l’aplomb dei nostri sul palco, mantenuto anche coi MILLEMILA gradi dell’Alcatraz), inquietanti maschere di Pluto come ai tempi d'oro (Ciccarelli che suonava fomentatissimo mentre gli ondeggiavano le orecchie da cane era uno spettacolo!!!).
Questo look è stato mantenuto per tutta la prima parte dello spettacolo: la riproposizione per intero, brano dopo brano nell'ordine del disco, di “Hai paura del buio”. 
Pubblico caldo, pogo sì ma non da massacro... forse è stato giusto un po’ più “hard” mantenersi in equilibrio quando sul palco è arrivato NIC CESTER, che per cantare la cover di “VELENO”, si è sporto parecchio dal palco J
Musicisti tutti concentratissimi, “PELLE” da brividi, cantata da Manuel al piano con un’intensità che è difficile mantenere dopo migliaia di esecuzioni (ma lui ce l’ha fatta), chiusura della prima parte del concerto affidata al duetto con RACHELE BASTREGHI per “MI TROVO NUOVO” (una versione che gli estimatori dei Baustelle troveranno chic e i detrattori “bella senz’anima”, se non proprio artefatta).
Uscita e rientro dal palco: codini e vestitini da bimba, fan di sesso femminile che continuavano ad urlare "Siete bellissimi" senza alcuna ombra di ironia (e devo dire che la scelta del vestitino senza maniche da parte dell'Agnello - con visione del bicipite DA PAURA - non mi sembrava servisse solo a farlo star fresco ma fosse, piuttosto, un invito a "lasciami leccare il testosterone"!!!)
Tre pezzi tratti dal passato remoto afteriano, quello degli inizi del cantato in italiano, con "GERMI",  "SIETE PROPRIO DEI PULCINI" e "PLASTILINA", nuovo cambio d'abito, stavolta un sobrio nero per tutti, e siamo arrivati al presente.

grazie a Laura, che è riuscita a scattare una fotina anche nel delirio!

La scelta dei pezzi, tutti tratti da "PADANIA" ("Spreca una vita", "Costruire per distruggere","So chi sono" e, appunto, "Padania"), mi ha molto colpita.
In alcuni momenti, forse per contrasto con l'energia di tutta la parte precedente, mi sono sembrati addirittura un pò "funerei", come se si stesse decretando la morte di una parte della vita e in particolare le parole "diventa ciò che sei... diventa ciò che sei... adesso sei un uomo" erano da una parte bellissime e dall'altra tremende, della serie "non c'è più tempo da perdere", un incitamento ma anche una fonte di ansia rispetto ad un'urgenza non più rimandabile.
Chiusura affidata a "TELEVISIONE", l'outtake ricantato su disco da Cristina Donà (che sul palco dell'Alcatraz sarebbe stata una graditissima sorpresa) e poi saluti. Non un saluto corale ma l'abbandono del palco ad uno ad uno da parte dei sei musicisti. Anche questo mi ha lasciato un pochino di amaro in bocca, nonostante il bellissimo concerto, perchè mi ha fatto pensare a singole entità e non ad un insieme coeso (ma forse sono stata troppo "viziata" da recenti esibizioni - una per tutte, quella del Muro del Canto al Black Out (qui il mio report, di cui vado molto fiera :) ) - in cui i componenti per tutto il tempo mi sono sembrati VERAMENTE uniti).
Stamattina, al risveglio, ho letto che dopo il concerto c'è stato un aftershow dei nostri al "75 Beat", dove ieri suonava l'ottimo HUGO RACE, ed ho pensato che sarebbe stato splendido essere anche lì, anche se un trio di fan formato da una mamma di una bimba di sei mesi che attendeva a casa col papà, una prof in servizio alla prima ora ed una giramondo col treno prestissimo può essere già felice così.

Per chi andrà alle prossime date del tour: sappiate che il banchetto del merchandising riserva delle gustose chicche (ed anche prezzi onesti :)

venerdì 14 febbraio 2014

La componente ormonal-sentimentale di una ex adolescente anni '80

Erano giorni che, in previsione dell'ennesimo sanvalentino zitello, pensavo ad un post a tema. 

Mi venivano in mente post dedicati alle canzoni d'amore o alle canzoni tristi, che - chissà come mai - spesso COINCIDONO (una per tutte, la bellissima e tristerrima Buon Appetito di Dente, che, con un autentico colpo di genio, fece uscire l'album in cui è contenuta, "L'amore non è bello", esattamente il 14 febbraio di 5 anni fa).

Se, nelle sue manifestazioni ricambiate, non riguarda mai te, non è bello proprio per niente -__-


Poi, però, mi sono detta: "Ecchecazz, già quest'anno la festa viene di venerdì e chi leggerà questo post in tempo reale, quasi certamente lo farà stando a casa, maledicendo i locali coi menù a tema e i palloncini a forma di cuore che sono OVUNQUE. Perchè aggiungere mestizia a mestizia???"

Ecco allora una mini playlist (e relativi commenti) con 6 video, usciti nel giro di una decina d'anni, che hanno SEGNATO la mia idea "love & sex" nell'adolescenza, dandomi dei modelli su cui fantasticare e che, a distanza di moooolti anni dal mio periodo teen, mi accorgo che sono ancora DURI A MORIRE... ma, del resto, come dice l'amico Dente (oggi mi viene sempre in mente, chissà perchè...) "com'è bello sognare, è molto molto meglio che stare qua"... 
Oggi sogniamo, tanto si esce domani :)



I'll fly for you, Spandau Ballet (1984)


Tony Hadley, negli anni '80 bello e con le spalle larghe prima di diventare il cicciobombo cannoniere che ha poi duettato con Caparezza qualche anno fa, si rotola nel fango con la tipa del video. All'epoca, niente youtube per rivederselo, non c'era neanche internet (per qualcuno, presumo sia LA PREISTORIA) e bisognava sperare di ribeccarlo sempre su Dj Television per rivivere quei magici momenti.


Save a prayer, Duran Duran (1982)


Questo video ha formato la mia idea di romanticismo: lui, l'amato Simon (anche lui in epoca pre-cicciobombo), bellissimo e abbronzato, amici sorridenti e fighi (John Taylor in questo video è di una bellezza PAZZESCA), spiagge da sogno e, soprattutto, IL BALLO LENTO, insieme al gioco della bottiglia un momento FONDAMENTALE nella crescita di ogni ragazzina diventata adolescente negli anni '80... dai che lo so che pure voi sognavate di essere protagoniste di questo video ma vi è toccato ballare i lenti IN CERCHIO CON LE AMICHE perchè nessun ragazzo aveva il fegato di invitarvi a ballare!!!


Wicked Game, Chris Isaak (1989)



Vabbè, qua eravamo già sul finire degli '80 e questo video era incredibilmente sensuale. Ricordo che io, ragazzina di paese, speravo sempre di beccarlo su una di quelle reti private locali che, negli orari più assurdi, mandavano i video presi da Mtv.


Fly on the windscreen, Depeche Mode (Devotional tour, 1993)



All'epoca in cui uscì il video di questo tour ero già un pò più cresciutella, Dave Gahan mi piaceva da quando lo avevo visto a Sanremo, coi pantaloni di pelle e la moto sul palco, e in questo video rappresentava un ideale estetico che mi porto dietro ancora adesso, a vent'anni di distanza.


Hardly wait, Juliette Lewis (1995)


Del film, "Strange days", da cui è tratto questo pezzo ricordo un deludentissimo finale e questa esibizione di Juliette Lewis, che interpretava un brano di PJ Harvey, che praticamente mi sembrò il corrispettivo femminile del Dave Gahan di quegli anni: magnetico, tormentato e sensualissimo.


Fuori dal tempo, Bluvertigo (1997)


Ebbene sì: negli anni '90 io non andavo tanto pazza per i Bluvertigo quanto per il loro leader, Morgan. Mi piaceva tutto di lui: lo sguardo, il modo di muoversi, le trasformazioni nel look, il suo fisico "da quaglia" (così lo definivano, all'epoca, le mie amiche, che non capivano cosa ci trovassi in un tipo così). In questo video, ci sono la scena in cui, a torso nudo, sta in una specie di stanza degli specchi e quella in cui con un boa di piume nero appoggiato sulle spalle simula un volo, su cui ho sognato per anni, come mi era successo solo guardando il Jim Morrison del film di Oliver Stone.

venerdì 20 dicembre 2013

Parapiglia, scatta il gioco della bottiglia: 10 dischi belli usciti nel 2013

E' online su Shiver Webzine la mia classifica di ciddì belli usciti nel 2013, articolata come l'anno scorso: 5 dischi di artisti non di primo pelo e 5 esordi (scorrete la pagina di Shiver e la trovate).

Il titolo a questo post non è casuale: è venerdì sera e, mentre selezionavo le tracce da mettere dentro questa tirata (la parte che state leggendo nasce dopo aver caricato tutti i video), mi sentivo come il tizio che viene invitato alla festa solo per mettere i dischi (specie perchè pensavo che il pezzo di Nick Cave, in particolare, è PERFETTO per un convegno d'ammmmore in cui anche quest'anno - OPS - non sono tra i partecipanti).

Ho desideri e sogni, IMPORTANTISSIMI per me, che restano ancora irrealizzati per questo 2013 ma sento che questo anno che sta per chiudersi è stato generoso con me.
Mi piace l'idea di ringraziarlo condividendo con chi leggerà queste righe una parte della musica che in questi ultimi 12 mesi ha portato BELLEZZA nella mia vita.

Grazie a chi pensa che sono una bella persona e a chi pensa che non lo sia affatto, grazie a chi mi è stato vicino e a chi si è allontanato.
Per TUTTI, 10 tracce DIVERSISSIME tra loro, per farvi compagnia in questo fine settimana e oltre.

frase e foto MERAVIGLIOSE... applausi allo sconosciuto autore!


IL MURO DEL CANTO, Ancora ridi (da "Ancora ridi")





DAFT PUNK, Instant Crush (da "Random Access Memories")




NICK CAVE AND THE BAD SEEDS, Jubilee Street (da "Push the sky away")




QUEENS OF THE STONE AGE, My God is the sun (da "Like clockwork")

 


LITFIBA, Il vento (da "Trilogia 1983-1989")




SOVIET SOVIET, 1990 (da "F A T E")






MARZIA STANO AKA UNA, Non è colpa delle rose (da "Una Nessuna Centomila")







APPINO, Fiume padre (da "Il testamento")







FRANCESCO DI BELLA & BALLADS CAFE', La costanza (da "Ballads")



ADRIANO VITERBINI, Kengsinton Blues (da "Goldfoil")



giovedì 12 settembre 2013

"Puoi quasi averlo, sai"... ma togli pure quel "quasi": appuntamenti fra il 13 e il 15 settembre

Reduce dall'incontro di presentazione per il festival "HAI PAURA DEL BUIO", ieri in Feltrinelli, dove la cosa più memorabile è stata il sorriso sornione dell'Agnellone mentre diceva "Preparatevi... vi romperemo il culo" (sempre un poeta!!!), mi è arrivata oggi pomeriggio una di quelle notizie che ti svoltano la giornata (e un pò anche tutto il periodo): il mio primo ACCREDITO STAMPA (stampa perchè poi dovrò scrivere)!!! E per il festival promosso dagli AFTERHOURS!!!


Chi mi vuol bene sa quanto significhi per me una cosa del genere.
L'ho desiderata, cercata, mi sono attivata perchè diventasse realtà... spero di ringraziare Shiver Webzine che mi ha dato questa possibilità con un report all'altezza dello spettacolo che mi aspetto di vedere :)

Un pò di info sugli appuntamenti interessanti del weekend... si vede che la città si sta svegliando, è PIENA di cose da fare!!!


Il programma lo posto in foto qui sotto... indispensabile avviarsi per tempo (se vi serve un biglietto, io ho il mio che m'avanza... me l'ero comprato casomai l'accredito non venisse concesso)


  • sabato 14: ampia scelta!!!
  1. Il testamento di Faber (ottimo gruppo cover di De Andrè, già nominato varie volte) @Parco di Villa Torlonia, Frascati (7 euro)
  2. Presentazione dell'edizione deluxe del classicone new wave anni '80 SIBERIA con live di Federico Fiumani e, subito dopo, discoteca rock con Armandino, dj Oreste e Prince Faster (il mio preferito... per noi over 30 - a volte MOLTO over - una garanzia) @Brancaleone (5 euro)
  3. Riapertura delle danze con ROCK ARENA @Black Out (8 euro con consumazione)
  4. THE NIRO @Lian on the Boat (gratis e lui è un musicista fantastico, non mi stanco mai di dirlo)
  5. Orchestrina di molto agevole (potrei scoprire che mi piace ballare il lissssio) @Angelo Mai (5 euro)
  • domenica 15 Nocturama (musica dopo l'ora dell'aperitivo... sarà vero? Se fosse così, non mi costringerebbe a scegliere tra serata casalinga e ore di sonno normali e musica ma ore piccole e ritorni in modalità improbabili... per me sarebbe perfetto :) con FILIPPO GATTI e FRANCESCO DI BELLA @Angelo Mai (5 euro)
Salutiamoci con una canzone allegra, chè oggi sono felice e per sentire Vasco Brondi che canta Oceano di gomma c'è sempre tempo.


domenica 19 maggio 2013

"Perchè è pazzo di gioia ed è l'uomo vivo" ovvero di come vinsi la partecipazione ad una cena col mio scrittore preferito

Ecco come una domenica qualsiasi può diventare un giorno speciale, ma speciale davvero.

Un gruppo di creativi che si chiama SOULFOOD ha organizzato una cena con STEFANO BENNI. 

Chi mi conosce, ma pure chi non mi conosce ma legge questo blog, sa che cosa sono per me i libri di Stefano Benni.

Requisito per partecipare alla cena, che sarà di circa 30 partecipanti, era (cito testualmente dalla pagina dell'iniziativa):
"Usare le parole. Sempre. Piuttosto che la forza. Ti chiediamo perciò di scrivere una semplice e-mail in cui spieghi PERCHE' vuoi partecipare alla CENA CARBONARA con STEFANO BENNI".

La mia mail la trovate qui sotto.
Venerdì sono alla cena con Benni.




La Tempestività:

Per me solo tempesta (e pane, parecchio), niente tempestività... so di questa iniziativa già da un pò di giorni, ne sono venuta a conoscenza tramite un annuncio pubblicato sulla bacheca facebook del gruppo nato intorno ai brunch di Rocksteria, ma, timorosa di lanciarmi anche solo nel propormi in questa "avventura", ci ho pensato e ripensato finchè mi son detta, di pancia (e non solo perchè si tratta di mangiare!): "Vai, almeno PROVACI!!!"

Lo Spirito:

Mi sono auto-incoraggiata pensando che, se fossi selezionata, avrei un altro ricordo bello (un'altra "foto di pura gioia", per citare uno dei miei gruppi preferiti) che mi farà da lampadina nei giorni meno brillanti e un'altra "pazzia buona" di cui racconterò a mia nipote, che nascerà tra 4 mesi.

Il Calore:

Il calore è connesso a tutto quello che i libri di Stefano Benni rappresentano per me. Incontrato per curiosità, come molti grandi amori, tra le pagine de "La compagnia dei Celestini", non l'ho più lasciato. 
C'è un periodo, che Benni stesso ha scritto, tratto dal mio preferito tra tutti, "Saltatempo", che più di ogni altro descrive quello che sono i suoi libri per me:
"Una notte verso l'una stavo tornando a casa e vidi la luce accesa. Sentii della musica...Improvvisamente il mondo mi sembrò più grande, il mio dolore restava lo stesso ma era un grano di polvere, un ciottolo levigato, e scivolava sul mare immenso dei sentimenti degli altri".

Ho amato talmente tanto queste parole che sono diventate la testa del mio blog, poco più di un anno fa.

Con i libri di Stefano Benni davvero il mio dolore è "scivolato sul mare immenso" delle parole con cui lui ha raccontato le sue storie.

Io non so se Stefano Benni sia il migliore: sicuramente, è lo scrittore che mi ha fatto sentire meno sola... questo potere, con me, ce l'ha solo la musica.

Colonna sonora per scrivere la mail: Live at the Folklore Center, Tim Buckley.

mercoledì 10 aprile 2013

"E' vero, principe, che una volta avete detto che il mondo verrà salvato dalla bellezza?"

... e dopo le notizie che a dire di merda gli fai un complimento, dopo la febbre, la continuazione della febbre, la ricaduta della febbre, il rash cutaneo da antibiotici, la paura d'intossicarsi di medicinali (che non riuscivo a combattere neanche pensando: "Beh, almeno potrei fare una fine da rockstar -..-"), ieri sono tornata alla mia vita e, nella posta, ho trovato QUESTA:



Hugo Race è stato il primo artista che ho recensito per Shiver webzine.

Ho scritto millemila ingenuità, forse pure un pò imbarazzanti, però quel disco mi piacque proprio, esattamente come mi è piaciuto ieri sera fare la pazzia di andare al Sinister Noise quando, 24 ore prima, ero a letto con la febbre.

Tutto quello che è successo in questi giorni mi ha lasciato un incredibile desiderio di BELLEZZA e di VITA e condividere due cose belle con chi passa di qui mi sembra doveroso.

La prima è una poesia di un altro artista che, se avessi avuto il dono dell'ubiquità, mi sarebbe piaciuto vedere ieri all'Angelo Mai: Vincenzo Cinaski Costantino, che avevo conosciuto per il libro In Clandestinità, che aveva scritto con Capossela.

La seconda è uno spot per Vodafone Uk che mostra come anche la pubblicità possa generare poesia. Se non vi commuove, forse non avete mai desiderato che qualcosa, nella vostra vita, fosse "PER SEMPRE" ... ma io non ci credo: un "per sempre", a cui abbiamo creduto ma che non era per sempre, fosse anche il fidanzatino delle elementari ma ce l'abbiamo tutti.



Ognuno ha le sue prigioni
Ognuno ci convive

Ma quando le pareti cominciano a restringersi
le facce diventano anonime
Quando lo specchio comincia a darti del tu

Quando i marciapiedi ti provocano vertigini
e la strada sembra il tuo tappeto rosso
Metti insieme il tuo bagaglio

Riempilo di ricordi, speranze, parole, storie vissute e da vivere
Riempilo di emozioni

illusioni d'epoca, domande e risposte
TROVATI UN AMICO E COMINCIA LA CONDIVISIONE
Vai a caso
lascia le tue lacrime sul cuscino
incontrati con la vita
scontrati con il dolore
ruba l'amore
Non avere una meta ma cento
prova a ritornare
il ritorno dà senso al viaggio

Pensa a Polifemo e alla sua solitudine
rispetta la solitudine altrui

Gira intorno al mondo
non girare con lui

Affrancati da te stesso e dall'attesa
PER AMARE LA VITA BISOGNA TRADIRE LE ASPETTATIVE
Guardati intorno e guardati da chi si professa libero
Il sapore della libertà è la paura
SOLO CHI HA PAURA DELLA LIBERTA' HA IL CORAGGIO DI INSEGUIRLA

Vincenzo Cinaski Costantino